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Parole che Costruiscono

Parole che Costruiscono è il tema che guida la nostra scuola lungo l’anno 2026/27, integrando tutte le discipline, l’Educazione Civica e i progetti formativi. Nasce dalle pagine dedicate all’educazione nell’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV.

Nel logo tre bambini innalzano insieme una torre di mattoncini colorati: nessuno costruisce da solo e ogni mano è necessaria perché l’edificio si regga. Su ciascun mattoncino è incisa una parola — Crescita, Accoglienza, Dialogo, Gentilezza, Fiducia — che diventa pietra viva della costruzione, mentre Ascolto, Rispetto, Condivisione e Speranza attendono ancora di trovare il proprio posto. A coronare l’insieme è un tetto rosso con un cuore: le parole buone, quando si appoggiano l’una sull’altra, diventano casa e riparo per tutti.

L’immagine richiama il potere generativo del linguaggio: una parola può ferire o edificare, escludere o accogliere. Il piccolo uccellino posato sulla spalla di un bambino ricorda la familiarità francescana con ogni creatura e la mitezza di chi sa parlare al mondo senza dominarlo.

È qualcosa che i bambini sperimentano ogni giorno, molto prima di saperlo spiegare: un mattoncino dopo l’altro la torre sale, e se ne togli uno viene giù. Le parole funzionano allo stesso modo. Non sono un contorno dell’educazione, sono il materiale con cui si costruisce: ogni parola che diciamo posa un mattone o ne toglie uno.

E non esistono mattoni piccoli. In un cantiere c’è chi progetta, ma c’è anche chi impasta, chi trasporta, chi rimette in ordine alla fine della giornata, e senza di loro non si costruisce niente. Il disegno grande, del resto, non è nostro: ci precede e ci supera, e proprio per questo ogni gesto quotidiano, anche il più piccolo, serve davvero a qualcosa.

Un anno per costruire insieme, una parola alla volta.